#InCammino : Una semplice chiamata, una nuova direzione
Sull’orlo dell’esaurimento e senza una chiara prospettiva per il futuro, la signora J. compone un numero. Questo primo passo segnerà l’inizio di un nuovo equilibrio.
Nella serie #InCammino, i nostri specialisti condividono storie di accompagnamento che illustrano il percorso intrapreso insieme alle persone e alle aziende che sosteniamo. Racconti anonimizzati, caratterizzati da resilienza, ascolto e trasformazioni vissute sul campo.
Il punto di partenza
Un giorno, una collaboratrice ci contatta tramite la O2-Line.
All’altro capo del telefono, la signora J., in lacrime. Si ricordava vagamente che nella sua azienda esisteva un servizio di sostegno e dice semplicemente: «Ho bisogno di parlare.»
Da diversi anni convive con una malattia grave, con trattamenti pesanti e un susseguirsi di prove difficili. Cresce da sola i suoi figli e lavora in una professione molto impegnativa dal punto di vista umano. Ha resistito a lungo – molto a lungo – nonostante la stanchezza e la pressione.
Ma quel giorno la signora J. non ce la fa più.
Spiega di sentirsi esausta, con l’impressione che tutto stia crollando. Le sue indennità stanno per terminare. È rientrata al lavoro prima del previsto, senza aver ancora recuperato completamente la propria capacità lavorativa. Un sostegno temporaneo dell’AI verrà prorogato, ma non sa cosa accadrà dopo. Questa incertezza la angustia.
Passo dopo passo
La nostra specialista inizia ascoltando. Senza giudicare. Senza interrompere.
Poi, con delicatezza, aiuta la signora J. a riflettere sui passi successivi. Come trovare una soluzione che rispetti la sua salute? Come immaginare un futuro professionale più adeguato?
Il suo lavoro attuale è impegnativo, sia fisicamente sia emotivamente. Continuare così potrebbe non essere l’unica possibilità.
La specialista le propone di contattare la sua consulente AI per fissare un appuntamento. L’obiettivo: discutere di una posizione più adatta, di una riqualificazione professionale o di altre misure di sostegno.
La signora J. è sorpresa. Pensava di dover affrontare tutto da sola e non sapeva che esistessero strumenti di sostegno attivabili per accompagnarla verso un’alternativa più adeguata.
Nel corso della conversazione, la sua voce cambia. Respira più serenamente. Le cose diventano più chiare. Si delineano i primi passi concreti. E soprattutto, comprende di avere il diritto di cercare una soluzione che le permetta di tutelare la propria salute.
Il cammino percoso
Alla fine della chiamata, dice con calma :
«Mi avete aiutata a ritrovare la serenità. Mi avete ridato slancio.»
A volte, tutto inizia con una semplice chiamata.
Essere in cammino significa accompagnare una persona in un momento difficile. Aiutarla a vedere soluzioni là dove prima non vedeva vie d’uscita. E permetterle di avanzare, passo dopo passo, finché possa di nuovo intravedere la strada davanti a sé.
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